Contesto storico-culturale
Tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento, scrittori tra loro molto diversi si indirizzarono verso atteggiamenti sperimentali, collocandosi attraverso strade diverse nell’attività della “nuova sinistra” (più rivoluzionaria e distaccata sia dal centro-sinistra che dal Partito Comunista Italiano); essi contribuirono anche alla formazione di quelle ideologie che esplosero poi nel Sessantotto.
Lo Sperimentalismo si espresse prevalentemente in continuità con la tradizione della sinistra italiana, mentre la Neo-Avanguardia cercò di far emergere la necessità di una letteratura più moderna, aperta agli orizzonti internazionali.
Il valore della sua opera
Le posizioni degli intellettuali che si avvicinarono a queste due correnti furono comunque molto diverse tra di loro.
La carica sperimentale di Pier Paolo Pasolini si riconobbe non solo nel Neo-Sperimentalismo, cui egli tese con una costante attenzione ai problemi linguistici (una poliedrica ricerca sul linguaggio, libera da modelli precostituiti), ma soprattutto nel suo inesauribile e costante calarsi nel mondo, indagando e disegnando un rapporto tra la vita personale, le scelte culturali e l’orizzonte storico e politico.
In ogni nuova sperimentazione, tuttavia, egli mantenne un legame con i valori della tradizione culturale e anche con quella contadina, che aveva vissuto nel Friuli della sua adolescenza e giovinezza: un mondo incontaminato che egli rievocò sempre , soprattutto evidenziando il doloroso contrasto tra questo e i luoghi più degradati con cui venne successivamente in contatto, in particolare i sobborghi urbani.
Provocatore e vittima allo stesso tempo, morì da “martire”, assassinato, rimanendo un mito che, aldilà della sua febbrile attività letteraria e cinematografica, seppe riconoscere il senso radicale del cambiamento della società italiana nel passaggio dal mondo contadino alla civiltà del capitalismo internazionale.
Le fasi del suo percorso
Il padre fu un autoritario militare di carriera, il cui carattere provocò in Pasolini un attaccamento intenso alla madre, originaria di Casarsa del Friuli, dove trascorse la maggior parte della giovinezza e dove si rifugiò dopo il ’43 (qui visse gli echi della Resistenza – il fratello morì nella lotta partigiana).
È possibile suddividere la parabola di Pasolini in tre fasi:
- la prima arriva fino al trasferimento a Roma (1949) e si è svolta sotto la suggestione dell’Ermetismo e della cultura primo-Novecentesca; è la fase delle poesie in dialetto friulano e dell’interesse per la cultura contadina arcaica;
- la seconda fase, dal ’49 al ’60, ha visto la scoperta del Marxismo e in questo periodo prendono vita i romanzi romani; il suo trasferimento a Roma significò la presa di contatto con la realtà umana degradata delle borgate, non ancora plagiata, secondo lui, dalla cultura borghese.
- la terza fase giunge fino alla morte ed è quella in cui lo scrittore prende coscienza sia dell’avanzare del Neocapitalismo sia della crisi dell’intellettuale letterato.
I temi
Ragazzi di vita non è un vero e proprio romanzo dal punto di vista della struttura, in quanto è costituito da una sequenza di episodi nei quali non è rappresentato un gruppo di personaggi coinvolto nelle medesime vicende.
Il mondo rappresentato è quello suburbano con i suoi bisogni elementari, temi cari all’autore, rappresentati soprattutto attraverso personaggi giovani e innocenti, che si esprimono in dialetto (il romanesco), perché esso era, secondo l’autore, la lingua della vita, in netto contrasto con l’italiano “ufficiale”, simbolo invece del ghetto in cui l’Italia “ufficiale” rinchiudeva il mondo degli emarginati sociali.
La contaminazione dialetto-lingua diviene simbolo dell’immedesimazione dell’autore col mondo dei suoi personaggi.
Una vita violenta ha una struttura più aderente al romanzo ed esprime una più aperta denuncia delle condizioni degradanti che il sottoproletariato vive.
Pasolini intrecciò argomenti personali e problemi civili e in tal modo prese corpo intorno a lui la figura dell’intellettuale del dissenso, ma la sua eredità è rimasta viva e stimolante soprattutto per le nuove generazioni alle prese con i problemi dell’Italia post -industriale.


Lascia un commento