Elsa Morante

Il contesto culturale

La tendenza comune fra le diverse e numerose voci che caratterizzarono il Secondo dopoguerra si realizzò nell’adesione al reale. Insieme a questa base comune (Neorealismo), la nuova visione del ruolo dell’intellettuale consisteva nell’impegno. Anche Elsa Morante conferì alla propria narrativa uno sfondo storico, ispirandosi alla poetica neorealistica, ma rielaborandola in maniera del tutto personale ed allontanandosene, fondendo realtà, lirismo e carica immaginativa.

In questo periodo, tra l’altro, significativa divenne la presenza di donne scrittrici (punto di riferimento essenziale fu Virginia Woolf) che vollero esprimere dall’interno l’esperienza e la sensibilità che non avevano trovato sufficiente spazio nel passato.

Elsa Morante offrì alla letteratura tutta la propria esistenza.

Cenni biografici (1912-1985)

Nacque a Roma nel 1912, compì studi irregolari per motivi economici, trascorse l’infanzia in un quartiere popolare di Roma, maturando fin d’allora la sua simpatia nei confronti di ambienti e personaggi popolari.

Il suo esordio fu difficile sia per la sua giovane età sia perché era donna, tuttavia riuscì ad emergere grazie al suo talento.

Sposò Alberto Moravia, il quale fu sospettato di antifascismo e con il quale, quindi, durante la guerra, si rifugiò nella campagna laziale, conoscendo ancora una realtà umile.

Fu un’intellettuale sui generis, mai pienamente integrata nella vita culturale romana, perennemente in polemica con gli esponenti ufficiale della letteratura.

Morì a Roma, dopo una lunga malattia, nel 1985.

La poetica e i temi

Narratrice nata, produsse quattro romanzi nei quali menzogne e sortilegi rappresentano l’aspetto visionario e fantasticante della realtà.

L’elemento tematico unificante è costituito da un desiderio di rinnovamento radicale, al di là di ogni compromesso, con un atteggiamento anarchico e fuori dagli schemi precostituiti, che ella vide come unica possibilità di superamento della sofferenza umana. 

Le opere

  • L’isola di Arturo (1957) è un romanzo di formazione ambientato a Procida, caratterizzato dall’evasione, dal sogno, attraverso i quali l’autrice intese superare il romanzo tradizionale e anche il Neorealismo. Il protagonista, sempre alla ricerca di imprese all’altezza dei propri sogni, con entusiasmo e inquietudine, diventa un mito, cui fa da sfondo il meraviglioso paesaggio isolano, che sembra quasi perdersi nel tempo e nello spazio.

La ricerca di Arturo, diventa “palestra” per la vita, con la scoperta dell’amore, dell’amicizia e del dolore.

  • La Storia, accusato di semplificare eccessivamente i grandi drammi della Storia, lasciando troppo spazio al pietismo, fu, invece, un successo di pubblico: romanzo di intreccio, ambientato nella Seconda guerra mondiale, dallo stile immediato e coinvolgente, intese proprio andare incontro alle aspettative del grande pubblico. E  questo rappresentò un punto di forza e di debolezza allo stesso tempo. Fu Pasolini a notare che l’ideologia personale della Morante risulta meno efficace proprio nel momento in cui viene tradotta in termini di romanzo popolare. Essa è invece un’opera più tradizionale, d’impianto ottocentesco in cui l’autore onnisciente domina completamente personaggi e situazioni. 

L’opera racconta le dolorose traversìe di una famiglia meridionale che vive a Roma negli anni ’41- ’47. L’idea, dichiarata già nel titolo, è quella di una storia definita «Uno scandalo che dura da diecimila anni», ossia quella in cui perennemente vi è la prevaricazione dei potenti a danno degli indifesi. Qui non è presente l’evasione fantastica, mentre c’è la denuncia dei crimini, degli orrori della Seconda guerra mondiale, che sono lo sfondo tragico delle vicende dei personaggi. Restano comunque elementi che afferiscono al fiabesco e al fantastico che, oltre a ricollegare La storia ai precedenti romanzi, contribuiscono a distanziarlo dal Neorealismo. Il vero protagonista del libro è Useppe, che esprime il suo desiderio di vita attraverso un amore totale, indifferenziato, verso tutti gli aspetti della realtà.


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