Il valore dell’opera di Primo Levi è legato alla sua natura di scrittore non professionista ed alla sua lacerante esperienza di prigioniero nel lager nazista di Auschwitz-Birkenau; alla sua volontà di ricordare e testimoniare l’orrore e la degradazione della Storia contemporanea quali sono state le persecuzioni degli ebrei.
Sicché, Se questo è un uomo è totalmente lontano dalla memorialistica del Neorealismo e dal suo stile “in presa diretta”, mentre si presenta come un racconto-diario, guidato da una volontà di capire una realtà che è aldilà di ogni razionalità.
Il ricordo terribile di quell’esperienza vide anche vacillare la propria ragione (dai primi anni ottanta cominciò a soffrire di crisi depressive) di fronte a forme inspiegabili di incoscienza di coloro che hanno provato e preteso addirittura di negare lo sterminio nazista; tutto ciò lo condusse ad un sentimento di profondo pessimismo, che probabilmente fu anche la causa del suo suicidio.
Se questo è un uomo nacque, come Levi stesso affermò, da un «prepotente bisogno di raccontare, come se l’atto di scrivere avesse una funzione terapeutica, liberatoria». Solo in un secondo momento si configurò e maturò in lui l’intenzione di lasciare una testimonianza.
Il secondo romanzo, La tregua, testimonia la consapevolezza successivamente acquisita di una vocazione letteraria, ossia un impegno destinato a non rimanere circoscritto ad un solo libro, ma di continuare nel tempo.
La tregua nacque quindi per portare a termine l’opera di testimonianza del primo romanzo. La narrazione ci conduce nel suo tormentato viaggio di ritorno attraverso l’Europa ancora sconvolta dalla guerra. E la carica connotativa che trascende dagli aspetti autobiografici è forte, per cui il viaggio si presenta come un’odissea, un travaglio interiore, un recupero della dignità umana oppressa e avvilita dalle tragiche esperienze del lager.
Alla logica aberrante dei campi di sterminio segue la “tregua”, cioè, dirà Levi stesso, «una parentesi di illimitata disponibilità, un dono provvidenziale, ma irripetibile del destino».
Il desiderio di avviare il recupero della vita, della liberazione ci lasciano un esempio di altissima umanità.
I libri di Levi vennero tradotti in tante lingue, anche per poter esser letti nelle scuole, alle quali e agli studenti egli si dedicò con numerosi incontri con passione ed impegno, per trasmettere il valore della memoria e per contrastare l’opera di chi, come detto, in diversi Paesi, tentava di negare i crimini del nazifascismo.
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